Tutto quello che dovete sapere sulla Paella Valenciana

Paella Valenciana

Tutti conosciamo la Paella Valenciana, simbolo per eccellenza della gastronomia di Valencia, (per non dire di tutta la Spagna) eppure sono talmente tante le cose che non sappiamo su di lei, o che, peggio ancora, pensiamo di sapere!

toni

 

Innanzitutto la paella ( si pronuncia “paèia”) è effettivamente nata a Valencia, per la precisione nella zona della Albufera, una zona lagunare subito a sud della città, ed è un piatto che appartiene alla tradizione, ma paella e paella valenciana non sono la stessa cosa.

La paella infatti può essere di carne o di pesce ( e MAI e poi MAI le due cose verranno mescolate in una unica preparazione come spessissimo ci viene propinato in Italia!)

Mentre la paella valenciana è fatta solo con carne di pollo, di coniglio, lumache e taccole

Se volete capire bene di cosa si tratta l’indirizzo dove andare è uno : la barraca di Toni Montoliu.

La barraca è una tipica costruzione degli huerta di Valencia, la campagna che si trova subito oltre il limite cittadino, con il tetto a punta molto spiovente e le pareti bianche: ed è proprio in una di queste che sorge questo ristorante che definire tipico è dire poco.

Paella Valenciana

 

Quando arriviamo Toni, che in questa foto vedete impegnato nella prova sale, ci mostra la pentola che, posizionata sul fuoco a legna, sta già cuocendo la carne di coniglio, quella sarà la nostra paella! Passeranno più di due ore prima di sederci a tavola, nel frattempo questo incredibile personaggio ci mostra i suoi campi di verdure (che raccogliamo e mondiamo insieme a lui), i suoi animali, il suo mondo.

Toni ti parla in Valenciano, (la lingua della comunità Valenciana che ci spiegano essere comunemente parlata soprattutto nelle campagne e meno in città, ma che è comunque una delle lingue ufficiali la cui conoscenza è obbligatoria per chiunque voglia lavorare in un impiego pubblico) se non lo capisci ti ripete, e dopo un po’ ti rendi conto che lo capisci eccome!

La paella è il piatto tipico del pranzo della domenica, tutti la sanno fare in casa, ma spesso è tradizione mangiarla in ristoranti che fanno di specialità questo piatto. Viene servita dopo una piccola (o grande) serie di antipasti, principalmente prodotti della terra e così Toni ci fa assaggiare le noccioline americane che pianta lui stesso, i suoi enormi pomodori, i peperoni , l’insalata con l’uovo ed infine arriva lei, la Paella Valenciana che ha cotto in quella stessa padella che noi abbiamo visto fin da quando siamo arrivati! Paella Valenciana

La paella Valenciana ha un gusto molto forte, molto autentico racchiude in sé i sapori di una terra del sud, è completamente diversa dalla paella a base di pesce, perché il riso cuoce nel sugo di cottura della carne stessa, ritenendone interamente aromi e grassi.

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La paella de marisco è altrettanto tipica in una città di mare come Valencia, e per mangiare anche in questo caso qualcosa di veramente autentico ci spostiamo nella zona delle spiagge, a Playa de la Malvarosa: siamo a Casa Carmela e anche qui la paella viene cotta esclusivamente su fuoco a legna.

Ci dicono che cominciano ad essere pochi quelli che continuano a fare questo genere di cottura, sempre meno, ma la tradizione vuole così e a Casa Carmela nonostante il caldo infernale che si sprigiona nelle cucine si fa così.

Siamo andati a Casa Carmela domenica a pranzo, siamo arrivati prestino per gli standard spagnoli, alle 13 e 30 ci siamo seduti a tavola. Poco a poco l’enorme sala da pranzo si è riempita, le paella uscivano una dietro l’altra. Dopo le cozze, i pomodori, i calamari , le olive arriva anche la nostra, è una pentola enorme e dopo averla poggiata al centro del nostro tavolo, ecco la sorpresa: è FIDEUà.

Ebbene se pensavamo di avere l’esclusiva dell’uso degli spaghetti nella cucina tradizionale almeno in Europa,  ci sbagliamo di grosso: la Fideuà è una paella in cui al posto del riso viene utilizzata una pastina all’uovo che viene cotta con le stesse modalità della paella. Una ricetta tipica Valenciana incredibilmente buona e che vale da sola il viaggio in questa meravigliosa città!

A proposito…lo sapete che fino al 27 luglio a valencia c’è la Feria de Julio? ottima, ottimissima scusa per andare a testare di persona cosa sia la vera Paella Valenciana e la particolarissima Fideuà! 😉paella-2

Tutto quello che dovete sapere sulla Paella Valenciana ultima modifica: 2014-07-08T09:19:28+00:00 da patrizia

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Comments

  1. Emanuela
    luglio 8th

    Un articolo bellissimo, ricco di informazioni interessanti (è vero, quanto false informazioni ci sono in giro) e, come sempre, di foto stupende.
    Sapete una cosa? Questo post fa venir voglia di partire immediatamente! E mi ha creato quel senso di nostalgia, di mancanza di un posto nel quale vorresti invece trovarti…
    E credo che, quando si ottiene questo risultato, si sia riusciti a fare un ottimo lavoro.

    Manu 🙂

    P.S.: avete fatto uno splendido ritratto di Toni, ora ho voglia di conoscerlo…

    • patrizia
      luglio 8th

      Ciao Emanuela, ti ringrazio tanto per le tue belle parole.. sentir dire che il “post fa venir voglia di partire immediatamente” è assolutamente la miglior cosa che possa accadere! un grande abbraccio

  2. Enzo
    luglio 8th

    Come cambiano i tempi: io la paella l’ ho mangiata a Valencia nel 1973 ed era esattamente con carne, verdure, crostacei, chorizo etc.etc. e non credo che l’ abbiano fatta apposta per noi turisti. Ma, di tanto in tanto, bisogna dire qualcosa di nuovo per risvegliare l’ interesse 🙂

    • patrizia
      luglio 8th

      caro Enzo ti ringrazio per il tuo commento ma purtroppo devo dirti che evidentemente si l’avevano fatta per voi turisti. Per svegliare l’interesse ci sono molti sistemi ma sicuramente raccontare stupidaggini non è uno di quelli che usiamo. Credo che tu possa interpellare qualunque Valenciano che ti dirà la stessa cosa.

  3. Da spagnola posso dirti che la paella era un piatto molto povero e che si faceva bene o male con quello che c’era… Quindi la ricetta era un po’ casuale, ma la cottura a fuoco a legna (come fanno tante cose al sud come las migas, un piatto che è tanto buono quanto pesante), quella sì che è introvabile.. E il sapore è proprio un’altra cosa. In casa mia si fa sia con pesce che con carne… ma forse perchè l chiediamo sempre così 🙂 Bel pezzo!

    • patrizia
      luglio 8th

      Ma dai Paola non sapevo tu fossi spagnola!! Mi sono davvero chiesta che differenza di sapore possa dare la cottura a legna ma poi ripensando alla nostra pizza mi sono risposta da sola! L’ente di promozione turistica ha scelto per noi questi due posti proprio perché fedelissimi alla tradizione e devo dire che sono stata felice di poter apprezzare dei sapori autentici anche se sempre più rari! un bacione grande!

  4. Pingback: Mangiare a Valencia, alcune cose da sapere: quando come e cosa. | Fashion for Travel

  5. Marta
    agosto 10th

    questa paella è davvero insolita e spero di riuscire ad andare da Toni.

    • patrizia
      agosto 11th

      Devi fare assolutamente questa esperienza Marta!!!! 😀

  6. Marta
    agosto 25th

    Ciao Patrizia, purtroppo siamo stati sfortunati Toni era in vacaciones ^__^ agosto non è il mese più adatto per visitare Valencia al di fuori del circuito turistico del centro storico l’ 80% è praticamente chiuso, trovare alternative mangerecce non è stato facile ma ci siamo comunque riusciti. Valencia comunque bellissima! Sagunto invece mi ha deluso.

    • patrizia
      agosto 25th

      nooooo che peccato!! Noi non eravamo mai stati in agosto…temo che soffra un po’ come le città italiane dello svuotamento vacanziero, sembra strano essendo sul mare, ma certamente il turismo della cottà non è un turismo da spiaggia…buona a sapersi comunque e da tenere presente! E Sagunto invece , cosa non ti è piaciuto?

  7. Marta
    agosto 25th

    premetto che non sono un’esperta archeologa e quindi è solo una mia opinione a livello amatoriale ma a Sagunto visto che si parlava di castello mi aspettavo un castello magari in rovina, ma solo le mura di cinta mi sembra un po’ poco per chiamarlo castello, dopo aver fatto la fatica per arrivarci a piedi mi son girate un po’. Il teatro romano restaurato in quel modo …. praticamente una colata di cemento! Forse è che son abituata a vedere i nostri teatri romani che anche se restaurati mantengono la loro fisionomia originale, ma questo mi ha davvero infastidito, tanto che mi son accorta rivedendo le foto che non l’ho per niente fotografato. Se ne farò un post credo che per la prima volta sconsiglierò una visita.

    • patrizia
      agosto 26th

      mi dispiace molto che tu sia rimasta delusa, anche se posso capire il tuo stato d’animo. Per me l’esperienza è stata molto diversa, diciamo che probabilmente l’essere preparata su cosa sarei andata a vedere mi ha aiutato molto. Ho trovato i resti estremamente affascinanti e interessanti, così come la città medievale che si arrampica sino al colle dei resti antichi, su una cosa invece ti do ragione in pieno, il teatro! il modo in cui è stato riportato in uso non è davvero dei più apprezzabili, e infatti non ne ho mai consigliato la visita neppure io!

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