La visita al Museo Egizio de Il Cairo

Il museo egizio del Cairo è stato inaugurato nel 1902 e contiene qualcosa come 120000 reperti.

L’estensione del museo, che si articola su due piani, non è immensa, ma la densità di opere che vi si trovano è impressionante e per questo motivo dovete necessariamente mettere in conto almeno tre ore per una visita che non sia esageratamente frettolosa, mentre se siete anche un minimo appassionati, quattro o cinque ore vi voleranno senza neppure accorgervene.

Il piano terra del museo egizio de Il Cairo

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Il Museo Egizio de Il Cairo è diviso su due piani.

Al piano terra del museo egizio si trovano reperti appartenenti ai vari periodi della lunghissima storia dell’antico Egitto.

Soria che si concorda di fare iniziare con l’unione dei regni dell’Alto e del Basso Egitto e si conclude con la resa ad Alessandro Magno.

Periodo Arcaico c. 3150 – 2686 a.C.
Antico Regno 2700 – 2192 a.C.
Primo periodo intermedio 2192 – 2055 a.C.
Medio Regno 2055 – 1650 a.C.
Secondo periodo intermedio 1650 – 1550 a.C.
Nuovo Regno 1550 – 1069 a.C.
Terzo periodo intermedio 1069 – 664 a.C.
Periodo tardo 664 – 332 a.C.

In questa vastissima carrellata temporale ognuna delle quali ha restituito pezzi artistici incredibili, si fatica ad individuare dei capolavori che emergano sugli altri pezzi, in quanto la sensazione girando tra le sale è quella di scovare tesori inestimabili ad ogni angolo, ed in effetti la situazione non è così lontana dalla realtà.

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Le indicazioni all’interno del museo non sono esageratamente dettagliate, motivo per cui, se non avete troppo tempo da dedicare al museo, e volete essere sicuri di non perdere alcuni tra i pezzi più salienti, affidarsi ad una guida può essere una scelta saggia.

vediamo alcuni tra i pezzi importanti di questo piano del museo.

La Tavoletta di Narmer

La tavoletta di Narmer è una lastra votiva datato attorno al XXXI secolo a.C. e la sua grande importanza è dovuta al fatto che si tratta di una delle più antiche iscrizioni geroglifiche rinvenute.

Su un lato Re Narmer viene raffigurato con la corona bianca a bulbo dell’Alto Egitto ( Egitto meridionale), mentre sull’altro lato indossa la corona rossa piatta del Basso Egitto ( Egitto settentrionale) per questo motivo si pensa che sia rappresentata l’unificazione dell’Alto Egitto e Basso Egitto effettuata da re Narmer, che come abbiamo visto viene indentificato come momento in cui inizia il regno dell’antico Egitto.

La statua di Chefren assiso in trono

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Questo capolavoro artistico ha una particolarità: è fatta di diorite, una pietra scura pregiata estremamente dura. Questa pietra non solo proviene da delle cave che distano oltre 640 chilometri dal luogo del ritrovamento, quanto il materiale ha una durezza tale da essere difficilmente lavorabile persino con le tecnologie contemporanee.

L’opera fu scolpita per essere collocata nel Tempio a valle, accanto alla Sfinge di Giza, all’interno della grande necropoli.

Le sculture dei sovrani defunti, all’interno dei loro templi funerari, fungevano da sostituti del corpo del re per divenire sedi del suo “ka” (secondo la religione egizia, il ka era la forza che animava la forma visibile di qualcuno, sia che fosse il corpo che solo una statua). Dopo la morte, il ka abbandona il corpo, e necessita di un luogo in cui insediarsi: la statua appunto.

Altra particolarità della statua è Horus, il dio-falco protettore dei faraoni, rappresentato con le ali aperte che abbracciano la nuca del sovrano. Il faraone era creduto l’incarnazione di Horus in terra, ed era questa sua caratteristica divina a legittimarne il regno.

La statuetta di Cheope

Per assurdo questa piccola statuetta di 7,5 centimetri è l’unica raffigurazione tridimensionale a essersi conservata sostanzialmente integra di Cheope che fu forse il più celebre sovrano dell’ Antico Regno nonché costruttore della Grande Piramide.

La statua lignea di Ka’aper

Nel 1860, durante gli scavi nella necropoli di Saqqara, gli scavatori riportarono alla luce la statua che venne prontamente battezzata Sheikh-el-Beled, ( in arabo vuol dire “capo del villaggio”) a causa della somiglianza con il sindaco locale e questo nome è rimasto in uso ancora oggi.

Si tratta di una pregevole scultura lignea alta circa 110 centimetri che rappresenta il corpulento Ka’aper nell’atto di camminare. È vestito unicamente di una lunga gonna in tessuto e nella mano sinistra impugna il bastone del potere.

Particolarmente visibile in questa statua è la tecnica con cui venivano realizzati gli occhi: varie pietre dure incastonate in pasta di vetro in modo tale da creare un effetto particolarmente verosimile soprattutto una volta illuminati.

La coppia dipinta Rahotep e Nofret

Forse uno dei gruppi scultori più noti della storia dell’Egitto, visto dal vivo è realmente impressionante.  La loro espressività, grazie alla colorazione rimasta incredibilmente intatta, è data da dettagli descrittivi che tanto raccontano anche degli usi di questa antica civiltà.

La donna indossa una tunica bianca semitrasparente e si enfatizza il suo colorito chiaro, di contro all’uomo che mostra il torso nudo e ha la pelle di colore rossiccio, caratteristica delle raffigurazioni maschili nell’antico Egitto. Il ritrovamento delle statue è avvenuto a nord della piramide di Maidum.

Statua colossale di Amenofi III con la regina Tiy e la principessa Henuttaneb

Questa scultura in pietra calcarea è alta ben sette metri e troneggia nell’atrio centrale del piano terra del museo. Ritrae il faraone con la moglie Tiy,  figura femminile estremamente carismatica tanto da regnare in condizione paritaria con il faraone stesso.

Questa condizione è sottolineata dal fatto che Tiy sia stata raffigurata della stessa altezza del consorte mentre di solito il faraone veniva dipinto o scolpito di dimensioni maggiori rispetto alla regina, per simboleggiarne il prestigio e il potere assoluto.

La vacca Hathor allatta Amenofi II giovane.

La ricostruzione della cappella di Hator proveniente dal sito di Deir el Bahari (del XV secolo a.C.) raffigura la vacca sacra in dimensioni quasi originali all’interno di una cappella interamente decorata da geroglifici.

Il primo piano

Salendo al primo piano la densità degli oggetti raccolti si fa, se possibile, ancora più alta. Le teche degli amuleti e delle monete, la sala delle mummie, i papiri. Inoltre qui si trova una delle sezioni più incredibili del museo, il famosissimo tesoro di Tutankhamon.

Tutankhamon fu un faraone che andò al potere giovanissimo, a soli nove anni, e altrettanto presto morì dopo 10 anni di regno. La sua morte prematura e inaspettata fa presumere che la sua fosse tutt’altro che la tomba tra le più ricche tra quelle dei faraoni eppure il suo fu uno dei ritrovamenti più importanti in quanto si tratta dell’unica tomba faraonica trovata quasi inviolata.

La fortuna che ha preservato il tesoro di Tutankhamon intatto è dovuta al fatto che la sua posizione è sovrapposta da un’altra sepoltura e quindi l’area non venne più esplorata fintanto che Howard Carter, quasi per caso, scoprì uno scalino che portava all’ipogeo nel 1922.

Il tesoro di Tutankhamon

E’ composto di oltre 5500 oggetti che gli archeologi catalogarono in un lunghissimo lavoro di 4 anni, ora quasi interamente esposti al museo egizio de Il Cairo.

Sicuramente tra gli oggetti più famosi vi è la spettacolare maschera funeraria ( che si trova nell’unica parte del museo dove non è consentito fare fotografie) ma non è il solo oggetto degno del nome di capolavoro.

L’importanza impagabile di questa scoperta risiede nel fatto di aver trovato una tomba in cui ricostruire esattamente come avveniva la sepoltura di un faraone.

Nelle sale del museo si possono ammirare infatti i quattro scrigni dorati concentrici all’interno dei quali vi erano i tre sarcofaghi anch’essi concentrici, (di cui il terzo in oro massiccio) che proteggevano la mummia ornata dalla famosa maschera d’oro.

Di fronte gli scrigni della mummia il meraviglioso scrigno di Anubi che conteneva i vasi canopi in alabastro. Questi vasi avevano la funzione di conservare le viscere che venivano estratte dal corpo per poter effettuare la mummificazione.

Oltre alla miriade di oggetti strettamente legati al corpo del faraone, nella tomba sono stati rinvenuti una quantità di oggetti come i letti funerari e i quattro carri. Ogni sorta di statua votiva e gioielli, insieme ad oggetti di uso comune in straordinario stato di conservazione come sandali e persino un ventaglio in piume.

Le mummie degli animali

mummia cane museo egizio cairo

Come abbiamo detto il resto del primo piano è dedicato ad una infinita raccolta di reperti che vanno dai papiri alle mummie alle monete e amuleti.

E vi è anche una parte davvero insolita: quella dedicata alle mummie degli animali.

Si ritrovano in questa sezione infatti mummie di pesci, coccodrilli, scimmie, gatti. In particolare da vedere la mummia di un cane talmente ben conservata che si riconosce ancora l’espressione dell’animale.

Un altro reperto molto interessante è un sarcofago su cui è stata rinvenuta una impronta di piede. I sarcofagi infatti come ultima cosa venivano rivestiti di uno strato di catrame, l’impronta dimostra che la tomba venne profanata appena dopo la tumulazione quando il catrame non era ancora completamente asciutto, a riprova che i tesori venivano saccheggiati già dagli stessi contemporanei egizi.

Informazioni pratiche sul museo egizio de Il cairo

Il museo è sempre abbastanza affollato soprattutto da gruppi con guide quindi il consiglio è quello di effettuare la visita alle prime ore di apertura.

Gli orari sono: tutti i giorni dalle 9 alle 19 tranne il venerdì in cui vi è orario spezzato 9-11 13.30-19 per permettere la preghiera del giorno di festa.

All’interno del museo è possibile fare foto pagando un biglietto supplementare di 50 lire egiziane

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La visita al Museo Egizio de Il Cairo ultima modifica: 2019-03-20T15:50:39+00:00 da patrizia

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